Storia del Bowling

Oliatura o dressing

Cura e trattamento delle piste e condizioni di gioco.

Alla A.B.C., che portò un’uniformità di equipaggiamento, era impossibile poter chiedere ai

conduttori dei centri condizioni di gioco simili, queste condizioni cambiano facilmente in funzione del’ ambiente di ogni centro bowling. Mare, montagna, collina, sole, vento, umidità, temperature interna ed esterna ,illuminazione condizionamento e riscaldamento, rifinitura della grana del legno, il tipo di vernice su le piste (anche sintetiche), il tipo di olio e il numero di partite giocate per pista e il numero delle persone presenti sono alcune delle cose che formano l’ambiente.

La manutenzione delle piste era seguita dai tecnici locali che a casa propria facevano quello che volevano o potevano. Diventava normale che le condizioni di gioco non fossero uguali tra un centro e un altro, addirittura tra una pista e quella vicina.

Alcuni proprietari “taroccavano" le piste per avvantaggiare e blandire i propri giocatori.

La pista doveva, e deve, avere una planaria quasi perfetta, con una tolleranza massima inferiore a 40 millesimi di pollice (meno di un millimetro) per tutta la larghezza. Per il lungo la stessa planarita per ogni yard. (91 centimetri).

Con l’usura della pista si sviluppava un canale che poteva guidare la palla verso i birilli; dando un vantaggio forte ai giocatori abituali di quel centro.

Riconoscendo questa disuguaglianza, l’A.B.C. nel 1908 stabilì la regola che, per essere omologata per le gare una pista avrebbe dovuto essere livellata almeno ogni 12 mesi.

L’ effetto usura continuò a giocare un ruolo decisivo sulle condizioni della pista per generazioni e può essere identificato come un influsso negativo sulla maggior parte degli alti punteggi registrati prima degli anni cinquanta.

Per limitare questo effetto, negli anni furono adottati alcuni tipi di materiali (cera-vernice-rivestimento) per proteggere dall'usura la superficie di legno.  Il tipo di rivestimento che ottenne una popolarità quasi universale durante gli anni Venti e Trenta del 900 era chiamato gommalacca.

La gommalacca ha origine nell’Asia Orientale è prodotta da un insetto che lascia una propria sostanza negli alberi per

proteggere le larve. Questa e’ una sostanza gialla e trasparente che veniva applicata alla pista, creando una superficie relativamente soffice e dall’alta frizione o attrito.

Dall’inizio della seconda guerra mondiale, la gommalacca divenne un prodotto controllato dai militari degli Stati Uniti e divenne irreperibile.

 

I proprietari, avendo bisogno di qualcosa con cui proteggere le piste, si rivolsero alla lacca.

Il tipo giusto di lacca era a base di nitrocellulosa e regnò con grande popolarità dalla metà dagli anni quaranta fino a tutti gli anni settanta. Questo tipo di vernice aveva una rifinitura molto resistente all’usura, facile da usare ed era anche piuttosto porosa; ciò significa che quando l’olio veniva applicato, tendeva a depositarsi nei pori facendo in modo che l’olio non si spostasse sulla pista e non venisse trascinato via dallo scorrere delle palle.

 

L’uso del trattamento della pista (con olio) divenne prevalente con la funzione di proteggere il legno e la vernice, successivamente servì anche per influenzare la traiettoria della palla. Il trattamento di oliatura prevedeva la distribuzione su tutta la pista, fino al primo birillo.

Questo tipo di trattamento rendeva costante il gioco per molte ore e aggiunto al progressivo uso delle macchine posabirilli, rese il bowling molto popolare. La parte della pista dove si cammina deve essere sempre pulita e non ci deve essere ne olio ne altro, deve permettere di muoversi sicuri, di scivolare leggermente per accompagnare la palla e di non inciampare.

 

Alla fine degli anni ottanta con lo spianamento e livellamento annuale e meccanico ( fatto per almeno 35 anni) le piste cominciavano a consumarsi in superficie mettendo in vista i chiodi di fissaggio.

Alle successive levigature con carta vetrata, le macchine che spianavano le piste su questi chiodi facevano delle scintille provocando l’incendio della vernice.

La lacca a base nitrocellulosa mostrava tutta la sua pericolosità incendiandosi facilmente, assorbendo immediatamente tutto l’ossigeno dal locale e provocando enormi danni.

A Ginevra in Svizzera provocò la morte per asfissia di 7 addetti, mentre in USA ci furono morti e incendi di molti centri.

Per avere una idea in piccolo della pericolosità della lacca a base di nitrocellulosa provare ad accendere una pallina di

ping-pong, fà lo stesso effetto della vernice sulle piste.

A questo punto le compagnie di assicurazione aumentarono in modo esagerato i premi da pagare.

I costi assicurativi e la pericolosità decretarono la fine della lacca a base cellulosa che aveva dato una certa uniformità di gioco.

L’industria delle vernici sviluppò dei prodotti nuovi che non fossero infiammabili. Crearono vernici a base uretanica, a base resine e a base acqua.

Questi nuovi rivestimenti mentre si presentano durevoli, sicuri e facile da usare avevano e hanno una superficie scivolosa e impermeabile non presentando pori come la nitrocellulosa.

 

La conseguenze furono tremende, i giocatori facevano molto fatica a indirizzare la palla ai bersagli.

Nacque anche una associazione N.A.I.R. The International Association of Bowling Lane Specialists.

Su queste nuove vernici la palla trascina l’olio in avanti e sui lati della pista, creando delle piccole pozze, ammucchiandosi anche sotto i birilli e nelle macchine. Dopo pochi tiri la pista diventa completamente diversa dall’inizio e le condizioni di gioco non sono più uniformi e riconoscibili. La regola dell’ oliatura fino al primo birillo non si poteva più fare.

Nacquero moltissime discussioni che durano fino a oggi, senza arrivare a una definizione.

 

Per un periodo fù suggerito un sistema di oliatura chiamato S.O.B (Sistem of Bowling) ma i giocatori la tradussero in

Son of Bitch (figlio di puttana)

L’industria ha costruito delle macchine altamente tecnologiche per distribuire l’olio sulle le piste, possono essere programmate a stendere l’olio a distanza preordinata con la voluta quantità e in che area della pista.

Macchina per distribuire olio

Lettore olio

Ultravioletti

Esempio Grafico

distibuzione Olio

L’azienda più importante è l’americana Kegel della Florida. l’ultimo modello pulisce la pista asportando il lubrificante precedente e poi stendendo il nuovo olio, anche di 2 tipi diversi. Gli oli e i detergenti che questa azienda offre al mercato sono circa 10 tipi diversi per venire incontro alle caratteristiche ambientali di ogni centro e 17 tipi di detergenti.

Oggi il condizionamento delle piste viene effettuato principalmente mettendo l’olio fino a 30/40 piedi dalla linea di fallo (lasciando quasi 20 piedi asciutto (più di 6 metri) con quantità decrescendo verso i birilli e verso i bordi delle piste.

Non ci sono regole fisse, ogni centro deve adattarsi secondo il proprio ambiente, per dare le condizioni migliori ai giocatori.

In questo modo lo spostamento dell’olio rimane inferiore e non finisce sotto i birilli.

Normalmente l’olio è trasparente ma si sperimentano oli colorati, rosso e blu, per aiutare i giocatori a capire meglio la distribuzione dello stesso sulle piste e lo spostamento che avviene durante il gioco con l’olio spostato dalle palle e quello che portano via.

Non bisogna pensare che le piste sintetiche siano tutte uguali, ogni azienda ne produce diversi tipi con diverse caratteristiche pertanto il problema ambientale rimane comunque.

 

L’associazione professionisti negli ultimi anni hanno deciso di usare per ogni gara, diversi tipi di oliature, a cui hanno dato un nome, queste vengono denominate:

Chamelon con olio distribuito fino a 40 piedi, Chetar con olio fino a 32 piedi, Scorpion con olio a 42 piedi, Viper oliate a 38 piedi, Shark con olio fino a 44 piedi. Ma i nomi e le distanze cambiano continuamente.

 

All’ inizio del 2000, Billy Taylor, un grande tecnico del bowling americano, ha prodotto delle piste con un rivestimento a base di teflon, con questo materiale non sarebbe stata necessario nessuna oliatura, pertanto le piste avrebbero mantenuto caratteristiche di gioco assai costanti e stabili.

Questo progetto fu bocciato sia dalle Federazioni che dalla Associazione Proprietari, secondo Loro avrebbe tolto al bowling qualsiasi valore di performance e di capacità di adattamento.

 

Nel 2004 esistono nel mondo 6024 centri bowling con un totale di 120.412 piste.

Bibliografia:

Enciclopedia dello sport _ www.treccani,it_ World Bowling _ www. bowl.com_ Bowlers Journal.( www.bowlersjournal.com) _T.Kouros: (Teaching Bowling Progress)._www.bowling.it _ Bol.com/Usbchttp://etbf,ue/etbf _ Marco Impiglia enciclopedia dello sport._ Sebastiano Russo _ Damiano Trapani _ Bowling News Tenpin magazine_Historia Cino del Duca Editore, febbraio 96 _ bowlingball.com _Armend Qushku_ Bowling digital- Stefano Ferrara.

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